Il fascino della distruttività: perché distruggere è facile

«Pensi di riuscire a schiacciare un verme? Ecco, l’hai fatto… non è stato difficile, vero? Ora, rifai il verme!» – Lanza del Vasto
L’incontro con Lanza del Vasto
A volte non riesco a credere a quante persone straordinarie ho avuto la fortuna di incontrare. Veri maestri – è inutile fare un elenco. E, naturalmente, Lanza del Vasto era uno di loro. Non mi dilungherò su chi sia: oggi è quasi sconosciuto. Ma vi consiglio di fare una piccola ricerca su Google.
Non mi addentrerò nemmeno nella serie di coincidenze che hanno permesso a un adolescente ribelle e arrogante – che è quello che ero nel 1976 – di avere la possibilità di trascorrere una settimana con lui quando venne a Genova, di fargli da guida in città, di occuparmi del suo alloggio e dei suoi pasti, e di accompagnarlo a tutte le sue conferenze.
E, naturalmente, non vi racconterò dell’effetto che ha avuto su di me. È stato l’incontro con un Maestro: per chi ha avuto la fortuna di viverlo, non servono ulteriori spiegazioni; per gli altri, un milione di parole non basterebbero.
No, voglio parlare solo della citazione qui sopra, che ho trovato oggi, scritta a grandi lettere, sfogliando i miei diari di gioventù.
Ovviamente, ha molti livelli di interpretazione: il primo, naturalmente, è che viviamo in un mondo in cui accadono infiniti miracoli: anche se l’intera comunità scientifica concentrasse i propri sforzi, non sarebbe comunque in grado di produrre un solo verme. Eppure il verme è lì, a ricordarci quanto poco possiamo fare, nonostante la nostra arroganza e presunzione.
Il secondo, senza dubbio, è quanto sia facile distruggere qualcosa. E quanto sia difficile – ammesso che sia possibile – costruire.
L’illusione del potere attraverso la distruzione
Ci vogliono migliaia di persone e risorse immense per far funzionare un treno; ma basta un sasso sui binari e il treno si ferma.
Ci vuole un’immensa quantità di lavoro di progettazione e collaudo per far funzionare un’auto; ma basta un po’ di zucchero nel serbatoio e si ferma.
Si possono immagazzinare migliaia di metri cubi di acqua potabile da qualche parte: basta una bottiglia di olio minerale gettata al suo interno e non è più di alcuna utilità.
Penso che il fascino della distruzione derivi da questo falso senso di potere, secondo cui se siamo in grado di distruggere qualcosa, siamo più forti di chi l’ha costruita.
Perché i critici si sentono più forti dei creatori
Quindi, è molto facile per noi distruggere il lavoro degli altri, le loro speranze, i loro sogni: bastano poche parole e il risultato è raggiunto. Critichiamo, incolpiamo, disprezziamo… Quanto ci sentiamo potenti!
Alcuni ne fanno una professione: pensate a chi fa il critico di mestiere; o a chi si permette di trovare difetti in Leonardo, Einstein, Mozart…
Al di là del bene e del male: la forza della creazione
Io, molto tempo fa, ho rinunciato alla nozione di bene e male. Credo che questi siano concetti che, in realtà, non sono altro che opinioni strettamente personali. Quindi, non mi permetto più di dire che una cosa è buona e un’altra è cattiva.
Ma so che c’è una forza che spinge verso la creazione e un’altra che spinge verso la distruzione. E non posso che stupirmi del fatto che, mentre l’opera di distruzione è così facile, la creazione continui a prevalere.
Cordiali saluti
by Bruno


